Attualità

Una vita per il teatro. Da Gomorra all’Amica Geniale intervista a Christian Giroso

di  Imma Mandara  -  21 Marzo 2020

Quella che si è conclusa qualche settimana fa sugli scherm televisivi  è Stata una serie col botto. La fiction ambientata nel capoluogo partenopeo  che, ai più attenti, ha fatto tornare alla mente un’altra riuscitissima fiction made in Napoli.

 

Nell’Amica Geniale 2 si respira, infatti, aria di Gomorra con una folta presenza di attori protagonisti  nella fiction ispirata all’omonimo best seller di Roberto Saviano. Saverio Costanzo ha voluto fra i protagonisti del suo set svariati personaggi noti della recete fiction che ha appassionato grandi e piccini de mondo televisivo. Fra questi ritroviamo uno dei fedelissimi amici di Gennaro Savastano “Carminiell O Cardill” che nella nuova fiction interpreta “Antonio Cappuccio” il fidanzato di Elena.

 

Christian Giroso classe 88 è nato a Napoli. Della sua vita privata non si sa molto, è un ragazzo riservato. Ma abbiamo informazioni sulla sua carriera artistica.

 

Christian ha avuto una buona formazione come attore: Nato e cresciuto a Napoli grazie all’Amore per il teatro dei suoi genitori cresce  nei laboratori teatrali delle periferie a contatto con professionisti e amanti della recitazione. Si è formato attraverso lo studio dei classici teatrali, affrontando il palco come una sfida. Spettacolo dopo spettacolo, autore dopo autore. Ha fatto parte del Progetto Arrevuoto e ha vinto una borsa di studio come attore nell’ambito del progetto Punta Corsara, del quale ha anche sfruttato diversi laboratori formativi. Dopo aver vinto il Premio Ubu, arriva ad interpretare prima O’ Cardillo nella serie Gomorra; e poi Antonio Cappuccio ne L’amica geniale. Il giovane attore porta sempre con sé la forza e la determinazione di chi ha sudato tanto, e l’amore per il teatro che siamo sicuri lo porteranno lontano.

 

I suoi ultimi personaggi Carminiell O’ Cardillo e Antonio Cappuccio hanno riscosso molto successo dal pubblico ed è proprio su questi che verte la nostra intervista.

 

  1. Ciao Christian piacere di conoscerti. Grazie per questa intervista nonostante il duro periodo che stiamo attraversando. Vorrei iniziare la nostra intervista con qualche curiosità: Com’è nata la tua passione per il mondo del cinema e della recitazione?

“Piacere mio e spero che al più presto questa situazione surreale, quasi da film, finisca al più presto dando ognuno di noi il nostro contributo con donazioni, volontariato ma soprattutto restando a casa!”

“Anche se il grande pubblico mi conosce per il lavoro svolto nelle serie di successo “Gomorra” e “L’Amica geniale”, la mia prima passione è ed è stata inizialmente il teatro. Passione nata in “casa”, grazie a mio padre e mia padre, i quali hanno una compagnia teatrale amatoriale da 30 anni  che si chiama “o raggio e sole”. Grazie a loro che, per ripetere le battute delle commedie che mettevano in scena, guardavano tutti i giorni la commedia di turno in vhs, partendo da Eduardo Scarpetta, Eduardo e Peppino De Filippo e finendo a Viviani, mi sono appassionato al teatro! Nella mia infanzia/adolescenza ho guardato più commedie che cartoni animati!all’età’ di 15 anni ho partecipato ad un progetto teatrale, tutt’ora ancora esistente di cui ne faccio parte come guida registica che si chiama “Arrevuoto” sotto la direzione di Marco Martinelli per i primi tre anni ed ora di Maurizio Braucci!

Dopo i tre anni di “Arrevuoto” mi formo come attore nel prima progetto e poi compagnia “punta corsara” con la direzione artistica di Emanuele Valenti, studiando con i più grandi maestri del teatro italiano!Gomorra arriva per caso a 25 anni, dove accompagno dei ragazzi del laboratorio, sotto la mia guida,per fare il provino e viene chiesto anche a me di farlo…e da lì sono stato scelto!non avevo mai preso in considerazione il cinema,mondo che mi ha sempre affascinato ed ora ne sono completamente innamorato!

 

  1. Cosa ti piace del personaggio che hai interpretato ultimamente Antonio Cappuccio? Trovi somiglianze con il tuo carattere?

Antonio Cappuccio è un personaggio che fa parte degli “ultimi”:orfano di padre,madre schizzofrenica,famiglia più povera del rione,un ragazzo che si trova ad essere cresciuto senza volerlo lavorando da quando ha 14 anni come meccanico.mi è piaciuto dare voce e faccia ad uno dei personaggi più fragili della saga che fa scelte sbagliate ,come si vedrà nel sesto episodio,solo per necessità!” Usa” i Solara come ultima spiaggia,perché avendo disturbi mentali,nessuno gli avrebbe dato un lavoro e lui,insieme ad Ada poi,deve portare la famiglia avanti,se non porta il piatto a tavola non si mangia!ogni attore per interpretare un personaggio parte da qualcosa di suo,io sono l’esatto opposto di Antonio,l’unica cosa che può somigliargli è la dolcezza che ho voluto dare al personaggio!

 

  1. Com’è stato ritornare indietro nel tempo nella Napoli degli anni 60?

Vedere un set,con auto,carretti con cavalli,giornali,palazzi,interni case dell’epoca è stato fantastico!cose che avevi sentito da genitori o nonni  e visto solo attraverso foto.un piacevole tuffo nel passato,reso possibile solo grazie al grande lavoro che è stato fatto dagli scenografi attenti ad ogni minimo dettaglio!

 

Foto di Eduardo Castaldo

 

  1. Qual è stata la prima scena che hai girato nella serie? E quella che ha avuto più difficoltà?

La prima scena che ho girato è stata la riunione nel calzaturificio di Lila!la scena più complicata è stata quella del “ceppo di Sant’Antonio”,la scena delle mani che mi parlano!la scena è girata in piano sequenza e finiva con me!prima di arrivare a me però è stato complicatissimo mantenere la concentrazione,perché faceva freddissimo,era notte fonda,centinaia di comparse…ed ogni qual volta che si sbagliava anche una minima cosa si doveva fare tutto da capo!è stata una delle notti più lunghe della mia vita,spero ne sia valsa la pena!

 

  1. Com’è stato lavorare fianco a fianco con Saverio Costanzo? E’ un regista esigente sul set?

Quando lavori con un professionista,che ha un’intelligenza e una sensibilità fuori dal normale  è tutto più facile!come tutti i più grandi bisogna essere esigenti!

 

  1. Da Gomorra all’Amica Geniale quali sono le differenze?

Le due serie sono differenti per tanti motivi, ma c’è una cosa che le accomuna: “la violenza”, mentre in Gomorra c’è una “violenza per governare il territorio con traffici illeciti”, nell’Amica Geniale vediamo una violenza “domestica” che ancora oggi nonostante gli anni che sono passati si ripetono ancora avvenimenti del genere.

 

Foto di Emanuela Scarpa

 

  1. Ti rispecchi di più come Carmine o come Antonio?(caratterialmente)

Mi rispecchio come Christian, sono solo un attore al servizio di un personaggio che non giudico e non condanno ma che interpreto, cercando di farlo nel miglior modo possibile!

 

  1. La scena di Gomorra che t è piaciuta di più girare dalla 1 alla 3 serie?

La scena più bella e più complicata che ho girato è stato l’agguato sotto la galleria di Conte nella prima stagione episodio 12,scena spettacolare ed estremamente difficile da girare, ricordo ancora le truccatrici che mi tolgono le schegge di vetro dalla faccia con la pinzetta per le sopracciglia!

 

 

  1. Fra i vari set e scenari di Gomorra ci sono le Vele di Scampia, che resteranno un ricordo indelebile nel cuore di chi ha vissuto in quei luoghi e di chi come Attori di Gomorra La Serie ha girato per ore scene. Dai social sappiamo che la notizia ti ha molto scosso eri legato ai “Grandi Giganti Bianchi”?

Io sono nato e cresciuto a Scampia,abito a 200 metri dalle Vele.è il mio quartiere e non faccio nessun accostamento con gomorra o il “male”!Ci sono tante Scampia in ogni parte del mondo…guardiamo il futuro oggi non è più come il passato

 

  1. Saluta tutte le persone che ti seguono i tuoi fan

Ciao a tutti, vi saluto con poche e semplici parole in un momento così delicato: “Restate a casa uniti vinceremo”

Ciao grazie mille Christian ci vedremo in tempi migliori. A presto

 

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