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Aggressione nella cava, il vescovo di Acerra manda messaggio ai parroci sanfeliciani

di  Redazione  -  14 Gennaio 2020

San Felice a Cancello. Sui fatti di ieri all’ex cava Giglio il vescovo di Acerra Di Donna si esprime così:

Impegnato a Teano con i vescovi, sacerdoti e diaconi, di otto diocesi della Campania per riflettere sul dramma dell’inquinamento ambientale, il vescovo Antonio Di Donna è preoccupato per quanto accade in queste ore a San Felice a Cancello, comune della diocesi di Acerra in provincia di Caserta.

 

Dopo la scoperta di un vero e proprio «lago di rifiuti» nella dismessa “Cava Giglio”, e a seguito dell’aggressione a due giornalisti, monsignor Di Donna rilancia l’appello dei vescovi a «non tacere di fronte ad un vero dramma che già segna il presente e certamente segnerà il futuro delle nuove generazioni».

 

Con un messaggio ai sacerdoti e fedeli della diocesi, in particolare a quelli del Comune di San Felice a Cancello e della Valle di Suessola, il presule invita tutti, cittadini e Istituzioni, a prendere coscienza e denunciare, affinché le nostre terre siano «bonificate».

 

Ma soprattutto, il vescovo di Acerra invita a pregare affinché il Signore converta i cuori di quelli che da anni, in maniera criminale e scellerata, devastano i nostri territori, già martoriati dallo scempio ambientale.

 

Fin qui la nota stampa del vescovo, chiaramente ci permettiamo di correggere il tiro sull’effettiva consistenza dei fatti. Quella di ieri non è certamente una scoperta, sono decenni che quella cava si presenta in queste condizioni.

Sull’episodio dell’aggressione il giovanissimo autore, figlio del proprietario si è scusato ufficialmemte con i due giornalisti.

 

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