Cronaca

Accoltellamento a Forchia: primi verdetti per De Francesco e il macellaio

AGGIORNAMENTO. Il giudice ha successivamente accolto l’istanza dei legali Marianna Febbraio e Claudio Sgambato nel concedere il permesso al 18enne De Francesco di frequentare la scuola. Quindi il giovane della frazione Crisci potrà tornare in classe all’istituto professionale di Airola, poi subito a casa per rispettare la misura dei domiciliari.

Arienzo/Forchia. Accoltellamento di Ferragosto a Forchia. Il Riesame ha respinto il ricorso della difesa di Cristian De Francesco, 18enne della frazione Crisci di Arienzo che puntava a derubricare il reato di tentato omicidio in lesioni aggravate.
Il giovane resta agli arresti domciliari nella sua abitazione.
L’indagine, una decina di giorni fa era stata caratterizzata da un incidente probatorio durante il quale la parte offesa e cioè il clochard genovese Maurizio Mansuetini, nel ripercorrere i fatti aveva accettato la lettera di scuse del giovane e un assegno di 5 mila euro.

Il Riesame ha invece annullato l’ordinanza per il macellaio 51enne Mario Verlezza, per la quale era stato disposto l’obbligo di dimora in Forchia. Ora Verlezza non ha alcun provvedimento a suo carico.ù

La dinamica di quella notte

 

In sede di interrogatorio il De Francesco, pur ammettendo sostanzialmente il fatto, aveva cercato di fornire una sorta di “giustificazione” alla sua condotta, ridimensionando il tutto. Invero egli ha dichiarato che Verlezza Mario, avendo notato il giovane poi ferito girovagare con fare sospetto, lo aveva invitato ad andare a controllare. De Francesco aveva portato con sé un coltello che già deteneva per averlo utilizzato per tagliare la carne. A tal proposito lo stesso riferiva di averlo prelevato dall’ufficio della concessionaria dello stesso Verlezza circa mezz’ora prima e di averlo portato con sé esclusivamente al fine di spaventare il giovane. Aggiungeva, comunque, che verosimilmente la parte offesa non aveva avuto modo di vederlo perché lo teneva nella mano sinistra con il braccio disteso lungo il fianco. Dopo aver chiesto al Mansuetini cosa facesse li intorno, questi pronunciando frasi sconnesse che il De Francesco non comprendeva, lo colpiva con due schiaffi al volto.

 

L’indagato istintivamente reagiva colpendo con una coltellata il predetto, senza capire dove avesse diretto il colpo. Dichiarava, infatti, di averlo colpito all’altezza del torace solo allo scopo di allontanarlo da sé. Immediatamente dopo rientrava presso la paninoteca mentre il ragazzo colpito si allontanava a piedi, per poi arriva al distributore in una pozza di sangue.

 

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