Cronaca

Classe di ferro. Belforte e Letizia tra i bianchi, poi esplode l’odio: “Famiglia di infami”

Marcianise. Era davvero una classe di ferro quella dei nati a cavallo tra il 1984 e il 1985. Tra i banchi della scuola media trovavano posto il futuro reggente dei Piccolo, Primo Letizia, e il rampollo dei Mazzacane, Camillo Belforte. Tra i docenti c’era Roberto Trombetta, fratello del ras Gino e poi coinvolto nell’inchiesta Dynasty.

Erano anche amici, e sembra incredibile pensarlo alla luce di quello che sarebbe accaduto di lì a poco per le strade di Marcianise, i piccoli Primo e Camillo. Poi venne il delitto dei coniugi Breda-Letizia, i genitori del giovanissimo Primo e anche quell’amicizia finì, sepolta da un odio che scavò un fossato tra tante famiglie marcianisane, oltre che tra i due clan.

A raccontare tutto ciò è proprio il figlio di Salvatore Belforte, Camillo in un interrogatorio finito nell’inchiesta della scorsa settimana: “Ho avuto contrasti con Primo e Vincenzo Letizia. All’inizio quando eravamo piccolo io con Primo Letizia avevo un rapporto di frequentazione anche di amicizia. Eravamo entrambi alla stessa scuola media e ricordo che Primo aveva come insegnante di sostegno Roberto Trombetta (totalmente estraneo all’inchiesta, ndr). Voglio precisare che in quell’epoca e anche prima che noi frequentassimo la scuola media, la mamma di Primo, Giovanna Breda, più volte è venuta a casa mia. Io l’ho vista in compagnia di mia madre e mi ricordo che in un’occasione nella quale la stessa era venuta con Primo a casa mia io con un bastone ho rotto il faro della macchina. Mi ricordo quest’episodio perchè mia mamma mi punì. “

Ricordi spensierati prima del fatto di sangue che proiettò un’ombra cupa su quelle esistenze: “Quando eravamo alle scuole medie all’improvviso il padre e la madre di Primo Letizia furono uccisi e da quel momento Primo ebbe numerosi problemi ed i nostri rapporti si allentarono molto. Io mi accorsi che col passare del tempo Primo mi evitava fino a quando avevamo 14-15 anni ed eravamo davanti al bar della piazza di Marcianise. Alla mia richiesta di chiarimenti rispose che io appartenevo ad una famiglia di infami, responsabile dell’omicidio dei suoi genitori e non voleva più avere rapporti con me. Io mi meraviglia molto e cercai spiegazioni da mio cugino Camillo, ma lui si limitò a dirmi di non dare peso e di non salutare più Primo Letizia.” 

Per l’omicidio dei genitori di Primo Letizia sono stati condannati il mese scorso i fratelli i fratelli Salvatore e Domenico Belforte, rispettivamente padre e zio di Camillo. Gli altri imputati sono stati assolti.

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