Attualità

“Aggrediti da 50 tifosi”, ma l’irruzione è un giallo. Squadra non rientra in campo

Mondragone. Sarà sicuramente oggetto di approfondimenti da parte della giustizia sportiva quanto è avvenuto durante l’intervallo della gara del campionato di Eccellenza tra Frattese e Mondragone. I domiziani non sono infatti rientrati in campo dagli spogliatoi per un’aggressione sulla quale sono ancora in corso accertamenti. In attesa di conoscere la verità dal referto arbitrale vi diamo conto delle due campane, quella mondragonese e quella frattese.

 

Il post del Mondragone

 

La società dell’ASD MONDRAGONE CALCIO si dichiara estremamente rammaricata per quanto accaduto oggi allo Ianniello . I calciatori scossi e turbati hanno lasciato l’impianto di gioco decidendo durante l’intervallo di non rientrare in campo. Brutta pagina dello sport

Le parole del presidente granata Fabio Del Prete:”I ragazzi mi hanno riferito quanto successo durante l’intervallo, stavo in tribuna. Quando sono sceso le due squadre stavano negli spogliatoi. Oggi viviamo una bruttissima pagina di sport. Ho appreso dal capitano e dalla squadra della paura di scendere in campo. Mi spiace per lo sport, facciamo tanti sacrifici e per l’accoglienza. Queste cose non fanno bene a nessuno. Quanto successo oggi non si sposa con la nostra filosofia di sport”.

 

Il capitano Carlo Colella ha messo nero su bianco consegnando all’arbitro il reclamo scritto motivando la decisione del mancato ingresso nel rettangolo di gioco :”La squadra ASD MONDRAGONE si rifiuta di scendere in campo perché durante l’intervallo siamo stati aggrediti da staff, dirigenti e calciatori. Assurdo che ci attendevano fuori dagli spogliatoi durante l’intervallo 50 persone non in distinta minacciandoci e aggredendoci con calci e pugni . Noi giocatori abbiamo avuto paura di continuare la gara per la tutela della nostra integrità fisica. I giocatori Cioce e Mazzone hanno subito forti contusioni in seguito all’aggressione con calci e pugni “

UFFICIO STAMPA ASD MONDRAGONE

 

La versione frattese

 

Nella gara tra Frattese e Mondragone, al fischio del direttore di gara che sanciva l’intervallo, sul risultato di 1-0 per i nerostellati, le squadre si accingevano a rientrare negli spogliatoi. Fino a quel momento era stata una gara dai toni agonistici alti, com’è giusto che sia in questo snodo importante del campionato, ma che non lasciava minimamente presagire la farsa che di lì a poco sarebbe successa.

All’ingresso dell’area antistante gli spogliatoi, sotto gli occhi di arbitro, assistenti, commissario di campo e autorità di pubblica sicurezza, si accendeva un diverbio verbale, acceso ma non violento, a seguito del quale il calciatore del Mondragone Baratto veniva espulso. Nonostante il nervosismo, è bene precisare, nell’occasione non si è reso necessario l’intervento di nessuna autorità presente, tantomeno di Croce Rossa e del personale medico-sanitario. Nessun calciatore o dirigente della scrivente società ha aggredito fisicamente gli avversari, per i quali questa società nutre profonda stima e rispetto, come testimoniano le rispettive accoglienze riservate dai Presidenti di Frattese e Mondragone, Rocco D’Errico e Fabio Del Prete.

È per questi motivi che la decisione di abbandonare la gara – presa tra l’altro contro la volontà di direttore di gara e commissario di campo, i quali ritenevano ci fossero tutti i presupposti per continuare la partita – da parte del Mondragone ci ha lasciati stupiti e con un profondo senso di sconfitta. Foto social che millantano presunte aggressioni fisiche, dichiarazioni pesanti e gravemente lesive dell’immagine di una intera società, ci fanno male e ci lasciano interdetti.

Ci sentiamo di affermare, ancora una volta, che Frattamaggiore città e Frattese calcio hanno sempre dimostrato di essere una civiltà sana, legata ai valori dello sport. Abbiamo sempre festeggiato le vittorie con rispetto dell’avversario e allo stesso tempo preso atto delle sconfitte facendo sempre autocritica, mai aggredendo né verbalmente né fisicamente gli antagonisti, tali solo per 90’.

Ribadiamo la piena fiducia nelle istituzioni e nelle decisioni che prenderanno le autorità preposte, anche federali, che sono e rimarranno le uniche istituzioni che potranno chiarire i fatti in maniera oggettiva, senza dare adito a insulse polemiche dalle quali ci dissociamo e che, anzi, condanniamo con fermezza.

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